Ricostruzione

Tappa 2 – SAIE Lab | On Tour

22 Aprile 2026 | 9:00 – 17:00
Auditorium Perugia Centro Congressi,
Hotel Giò

PERUGIA

Restauro, patologie edilizie, sismica, efficientamento del patrimonio storico

Il punto sulla ricostruzione nel Centro Italia.
Ricostruzione e patrimonio: come scegliere interventi integrati senza perdere qualità, tempi e controlli?

Dopo un’edizione 2025 che ha coinvolto 1.964 professionisti, 30 aziende sponsor e 85 partner istituzionali, il ciclo dei SAIE Lab 2026 prosegue, con un appuntamento incentrato su uno dei temi più strategici per il settore delle costruzioni: la ricostruzione e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

SAIE Lab | On Tour portano contenuti tecnici e confronto operativo direttamente nei territori, creando connessioni tra filiera produttiva e professionisti e accompagnando il settore verso il prossimo appuntamento con Experience Retail (7–10 ottobre 2026).

La tappa di Perugia è dedicata alla ricostruzione con un approfondimento su restauro, miglioramento strutturale e sismico, efficientamento e valorizzazione del patrimonio culturale danneggiato dal sisma. Un ambito che richiede competenze specialistiche, tecnologie compatibili e un approccio integrato tra sicurezza strutturale, interventi sugli impianti, restauro ed efficientamento energetico.

Il SAIE Lab | On Tour di Perugia mette al centro il tema del costruito esistente: intervenire su edifici che hanno storia, vulnerabilità e valore richiede competenze specifiche, tecnologie compatibili e una visione integrata tra struttura e involucro.

L’incontro offrirà un quadro tecnico-operativo sugli interventi di miglioramento sismico, sulle strategie di diagnosi e prevenzione delle patologie edilizie e sulle soluzioni per riqualificare energeticamente il patrimonio storico senza comprometterne l’identità architettonica.

Attraverso contributi specialistici e casi applicativi, saranno approfondite metodologie concrete per progettare e realizzare interventi efficaci, sostenibili e duraturi.


Temi:

  • Il punto tecnico sulla ricostruzione
    Le soluzioni più adottate nei cantieri attuali: materiali, tecnologie, metodologie operative e casi applicativi.
  • Interventi sulle murature
    Tecniche di consolidamento, restauro e miglioramento sismico delle strutture esistenti in muratura, con focus su compatibilità e durabilità.
  • Isolamento sismico
    Approfondimento sulle tecnologie di isolamento alla base e dissipazione, oggi sempre più centrali nei progetti di ricostruzione e adeguamento.
  • Monitoraggio strutturale e infrastrutturale
    Soluzioni innovative per il controllo continuo degli edifici e delle opere infrastrutturali: sensori, digitalizzazione, prevenzione del rischio.
  • Comfort ed efficientamento del patrimonio storico
    Riqualificazione energetica e miglioramento del comfort indoor negli edifici storici, nel rispetto dei vincoli architettonici e culturali

Pubblico: Ingegneri e progettisti strutturali; Direttori Lavori; Tecnici della ricostruzione; Imprese specializzate; Pubbliche Amministrazioni; Università e centri di ricerca.



È prevista l’attribuzione dei seguenti Crediti Formativi Professionali (CFP nazionali), previa firma del registro in entrata e in uscita al convegno:

6 CFP per gli Ingegneri iscritti all’Albo (3 CFP per la sessione mattutina e 3 CFP per la sessione pomeridiana); 6 CFP per gli Architetti iscritti all’Albo; 7 CFP per i Geometri iscritti all’Albo; 7 CFP per i Geologi iscritti all’Albo (4 CFP per la sessione mattutina e 3 CFP per la sessione pomeridiana).



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Iscriviti al convegno

I vantaggi di partecipare

  • Ottenere criteri pratici per decidere come intervenire su edifici esistenti tra restauro conservativo, miglioramento sismico e riqualificazione energetica
  • Capire quali errori evitare nella diagnosi delle patologie edilizie grazie all’esperienza diretta di tecnici e specialisti
  • Valutare soluzioni realmente applicabili compatibili con vincoli architettonici e normativi
  • Individuare materiali, sistemi e approcci adatti a interventi su murature storiche e strutture vulnerabili
  • Raccogliere spunti operativi utili per redigere capitolati, relazioni tecniche e proposte progettuali più efficaci

Perchè Perugia

Un contesto perfetto per approfondire soluzioni integrate che coniuga sicurezzaconservazione e sostenibi lità, dialogando con un pubblico altamente profilato e interessato a tecnologie per la ricostruzione e il recupero edilizio.

 

Territorio ad alta vulnerabilità sismica

L’Umbria è tra le aree italiane interessate da eventi sismici, con un’importante esperienza maturata negli interventi di ricostruzione e miglioramento strutturale.

Elevata richiesta di aggiornamento tecnico

Crescente necessità di aggiornamento su materiali, tecnologie e sistemi innovativi applicabili agli interventi di ricostruzione e recupero edilizio.

Patrimonio storico diffuso

Borghi, centri storici ed edifici vincolati che richiedono soluzioni integrate tra sicurezza strutturale, tutela architettonica ed efficientamento energetico.

Programma dell'evento

Modera: Ing. Andrea Dari, Direttore Ingenio

08:45
Registrazione partecipanti
09:00
Saluti istituzionali

Antonella Badolato, Vice Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia
Virna Venerucci, Presidente Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Perugia
Massimiliano Galli, Consigliere Collegio dei Geometri della Provincia di Perugia
Giuseppe Pannone
, Consigliere Ordine dei Geologi della Regione Umbria
Agostino Giovannini, Presidente Formedil Perugia

09:20
Presentazione SAIE 2026: un nuovo approccio per fare sistema con il mondo delle costruzioni

Tommaso Sironi, Project Manager SAIE

9:40
Il punto tecnico sulla ricostruzione: le soluzioni più adottate

Gianluca Fagotti, Presidente Ordine Ingegneri Perugia e Coordinatore Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria

10:10
Analisi delle cause dei dissesti strutturali di natura statica e sismica sugli edifici storici in muratura

Massimo Mariani, Presidente Centro Studi Sisto Mastrodicasa

10:40
L’uso dell’isolamento sismico nella salvaguardia degli edifici storici

Riccardo Vetturini, Ingenium Srl

11:10
Soluzioni innovative per il monitoraggio degli edifici e delle opere d’arte infrastrutturale

Nicola Cavalagli, Università degli Studi di Perugia

11:35
Dalla ricerca al cantiere: il restauro dell’architettura fra contemporaneità, innovazione e progetto

Riccardo Liberotti, Università degli Studi di Perugia

12:00
Consolidamento e salvaguardia del costruito storico: tecniche tradizionali e soluzioni avanzate a confronto

Stefano Agnetti, ISI Ingegneria Sismica Italiana

12:25
Riqualificazione di edifici storici da punto di vista del comfort

Benedetta Pioppi, Chapter Umbria di Green Building Council Italia

13:00
Buffet lunch offerto da SAIE
14:00
Saluti istituzionali

Brigitta Santini, Presidente ANCE Giovani Umbria

14:30
Il punto generale sulla ricostruzione: dati, situazione, prospettive

Guido Castelli, Senatore della Repubblica – Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016

15:30
Tavola rotonda Istituzionale

Partecipano:

Gianluca Fagotti, Coordinatore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria

Moreno Marziani, Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia

Filippo Ubertini, Direttore Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Università degli Studi di Perugia

Brigitta Santini, Presidente ANCE Giovani Umbria

Antonello Roccetti, Consigliere Assorestauro

Paolo Segala, Consigliere ISI Ingegneria Sismica Italiana

16:20
Tavola Rotonda: le soluzioni

con il coinvolgimento delle aziende sponsor

Modelli di calcolo delle Strutture per Costruzioni Sostenibili: Principi di modellazione e Validazione modelli e risultati  Luigi Griggio, CSPFEA

Prestazioni e compatibilità dei materiali nel restauro di opere ad elevato valore storico monumentale – Michele Menichetti, CVR

Ricostruzione, durata nel tempo del costruito e costi di manutenzione – Gianni Meneghini, FBM

Intervento di miglioramento sismico su edificio storico vincolato: tecnologie SRG e CRM per il consolidamento della Villa dei Conti Campello – Luciano Di Paolo, G&P INTECH

Efficienza con minimi spessori: La riqualificazione dell’RSA Fonte Nuovo con l’isolante sottovuoto CZ – Niccolò Zelandi, ISOLCORE

Malte storiche e sistemi di rinforzo strutturale: evidenze, durabilità e impieghi esemplari, da Norcia a Mosul  – Ilaria Biagetti, KIMIA

Monitoraggio strutturale al Teatro comunale Giuseppe Verdi di Terni – Graziano Santilli, NOVATEST

17:00
Fine lavori

È prevista l’attribuzione dei seguenti Crediti Formativi Professionali (CFP nazionali), previa firma del registro in entrata e in uscita al convegno:

6 CFP per gli Ingegneri iscritti all’Albo (3 CFP per la sessione mattutina e 3 CFP per la sessione pomeridiana); 6 CFP per gli Architetti iscritti all’Albo; 7 CFP per i Geometri iscritti all’Albo; 7 CFP per i Geologi iscritti all’Albo (4 CFP per la sessione mattutina e 3 CFP per la sessione pomeridiana).


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La parola degli Sponsor

Federico Picuti, KIMIA

Federico Picuti, KIMIA

Recuperare e valorizzare il patrimonio edilizio esistente, migliorandone sicurezza e durabilità, è da sempre al centro di un percorso fatto di ricerca, esperienza e innovazione. Sistemi di consolidamento strutturale, materiali compatibili e tecnologie avanzate consentono oggi di intervenire in mo...

Per aumentare le opportunità di connessione all’interno della sua community, anche quest’anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.
KIMIA partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni KIMIA porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell’adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l’efficientamento energetico e il comfort degli edifici?

Qualsiasi innovazione è sempre il frutto di un processo e di un percorso. Il nostro è iniziato nel 1979 ed è partito fin dal principio con uno scopo preciso: recuperare il patrimonio edilizio, renderlo più bello e sicuro, evitare il consumo di suolo. Sono tutti concetti per i quali ora c’è, giustamente, un’attenzione particolare, ma per KIMIA temi come questi erano importanti già all’epoca. Oggi, grazie a quella visione, abbiamo acquisito un’esperienza unica nel settore. Esperienza che ci permette al momento di poter proporre sul mercato la gamma più ampia e completa in Italia di sistemi di consolidamento strutturale certificati, di supportare senza compromessi i professionisti nell’individuazione delle migliori soluzioni d’intervento e di contribuire in modo attivo alla ricerca scientifica in svariati ambiti. L’esperienza ci ha permesso inoltre di migliorare nel corso degli anni formulati e cicli di lavorazione, riducendo i tempi di posa e semplificando le modalità applicative, anche anticipando le esigenze più specifiche. Cito a questo proposito la nostra linea di malte di pura calce idraulica naturale, Tectoria, che al suo interno comprende soluzioni per realizzare intonaci deumidificanti macroporosi, incollaggi di superfici affrescate, iniezioni di murature a sacco e rasature interne ed esterne. KIMIA propone malte totalmente esenti da cemento da decenni, eppure prodotti come questi vengono presentati sul mercato come una risposta recente alle attuali esigenze di sostenibilità e compatibilità. Lo stesso discorso può essere fatto per i compositi. Sembrano tecnologie “nate” all’incirca agli inizi degli anni Duemila, in realtà le prime applicazioni in ambito strutturale con le nostre resine e con i nostri tessuti in fibra di vetro prima, e di carbonio poi, risalgono a 40 anni fa. Il fatto di aver anticipato molte tendenze nel settore con largo anticipo è sicuramente motivo d’orgoglio ma è anche uno stimolo a innovare ancora.

Quanto è importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?

Per KIMIA il legame con l’Umbria è fondamentale e strettissimo. Il nostro territorio ha sicuramente inciso sulle scelte compiute nei primi anni di attività e incide tutt’ora nelle scelte più strategiche. Non solo per la presenza di un vasto patrimonio edilizio e architettonico, ma per l’esistenza di competenze ed esperienze consolidate proprie degli attori locali: dai funzionari pubblici ai progettisti, dalle imprese esecutrici al mondo della ricerca. Nel corso degli anni c’è stata, in tal senso, una crescita comune notevole. Ciò ha permesso di mettere a fattor comune queste esperienze a beneficio del territorio stesso e del settore più in generale. Pensiamo all’Umbria come a un laboratorio a cielo aperto, perché ha richiesto nel tempo sfide complesse e perché ci ha sempre consentito di combinare sul campo, in molteplici contesti, materiali tradizionali e tecnologie innovative, permettendoci così di migliorare i cicli d’intervento e di trovare nuove soluzioni. Questo valeva quarant’anni fa, quando in modo pionieristico abbiamo introdotto in Umbria i compositi nel campo del rinforzo strutturale, e vale tutt’ora. Per esempio, in Umbria così come in Emilia, abbiamo iniziato a proporre, all’incirca 15 anni fa, sistemi di rinforzo basati sulla combinazione tra malte a base di calce in classe M15 e tessuti in acciaio inox. Oggi questa stessa soluzione, ottimizzata con l’esperienza e grazie a specifiche campagne di test previste dalle norme in vigore, non è solo un sistema di rinforzo strutturale a bassissima invasività e alta compatibilità con le murature, ma anche e soprattutto una tecnologia totalmente inalterabile, anche alle condizioni ambientali più estreme. Sto parlando del nostro Kimisteel INOX 800. Questo sistema di tipo FRCM è stato testato a fini certificativi in ambienti ultra-aggressivi presso i laboratori dell’Università Roma Tre e i risultati sono stati talmente positivi che l’Università stessa ci ha proposto di spingere il sistema all’estremo, sottoponendolo al medesimo stress per 5000 ore, ovvero 2000 ore in più rispetto al monte orario richiesto dalle norme. Al termine dei test il sistema ha presentato un tasso di degrado pari allo 0,4%. Il dato è incredibile, soprattutto se lo si rapporta al tasso di degrado limite previsto in materia, che non deve superare il 20% su un massimo di 3000 ore di test. Proprio per queste ragioni, Kimisteel INOX è stato scelto e impiegato nel recente intervento di miglioramento sismico della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, che al suo interno conserva la Porziuncola di San Francesco. Gli interventi alla Basilica, e in particolare sulla cupola e sulle volte, svolgeranno la propria funzione strutturale per un periodo di tempo “teoricamente” illimitato. Ciò introduce un’altra considerazione importante, ossia quella sui vantaggi economici derivanti dall’impiego di sistemi che non richiederanno nel tempo ulteriore manutenzione o nuovi lavori di sostituzione tecnologica. Considerando l’immenso patrimonio storico e la sismicità del nostro Paese, progettare con un sistema come questo porterebbe benefici molteplici, in primis un risparmio notevole in termini di spesa pubblica.

Ci racconti qualche progetto/intervento/case history particolarmente interessante che avete realizzato sul territorio umbro…

Gli interventi realizzati in Umbria, degni di essere raccontati, sarebbero tantissimi. Posso citare fra tutti la ricostruzione del ’97 e gli interventi che si resero fondamentali per la Basilica di San Francesco d’Assisi, oppure la messa in sicurezza del centro storico di Norcia dopo il terremoto del 2016. Nei mesi successivi al sisma del 30 ottobre, infatti, la Soprintendenza dell’Umbria e i Vigili del Fuoco con l’ausilio delle nostre malte storiche e l’assistenza dei nostri tecnici, misero in atto una vasta operazione volta a proteggere le mura urbiche e tutti gli edifici religiosi lesionati dal sisma, al fine di evitare altri crolli e ulteriori lesioni causate dai fenomeni atmosferici. Come dicevo poc’anzi però, i cantieri particolarmente interessanti in Umbria sono molteplici e tra questi posso citarne sicuramnete altri. Per esempio, la ricostruzione della Basilica di Benedetto e i rinforzi strutturali eseguiti al Teatro Civico e agli edifici ATER sempre a Norcia, il consolidamento del campanile del Duomo di Foligno nel ’98 e degli arconi di Piazza Grande a Gubbio più di recente. Posso citare inoltre i lavori realizzati alla Rocca Flea a Gualdo Tadino, alla Torre del Vescovo a Città della Pieve e al Ponte delle Torri a Spoleto oppure, ancora, al Museo Archeologico dell’Umbria, alla Cattedrale di San Lorenzo, alla Fontana Maggiore, al Collegio universitario ADISU, al Teatro Turreno e al Palazzo della Provincia in centro a Perugia. Potrei andare avanti all’infinito ma, per concludere, ci terrei a ricollegarmi proprio a quanto stavo dicendo precedentemente, ossia ai primi interventi con i materiali compositi. Proprio a Perugia, infatti, c’è uno dei primissimi edifici storici al mondo a essere stato consolidato con questi materiali: è il Santuario di Rivotorto ad Assisi, ovvero l’edificio che custodisce al proprio interno il Tugurio di San Francesco. Era il 1984 e lo stesso Santuario, che aveva subito danni strutturali nei primi anni Ottanta, grazie agli interventi di rinforzo eseguiti all’epoca con materiali del tutto nuovi nel settore, i tessuti in fibra di vetro combinati con resine epossidiche, resistette perfettamente al terremoto del 1997. Non solo: quarant’anni dopo, le indagini di pull-off al Santuario, commissionate da KIMIA a un laboratorio specializzato per valutarne lo stato di conservazione, hanno dimostrato che ancora oggi quei materiali sono perfettamente integri e performanti. Il tema della durabilità dei materiali e le verifiche di questo tipo hanno una valenza importantissima per noi in quanto produttori ma in generale per tutti; ci permettono infatti di pianificare interventi preventivi mirati e possono aiutarci a individuare soluzioni sempre più efficaci nella salvaguardia del patrimonio, anche in contesti emergenziali.

Gianni Meneghini, FBM Spa

Gianni Meneghini, FBM Spa

Soluzioni costruttive innovative basate su sistemi in laterizio e muratura confinata consentono oggi di realizzare edifici più sicuri, durevoli ed efficienti. L’integrazione tra ricerca, tecnologia e materiali naturali permette di migliorare le prestazioni sismiche e la qualità dell’abitare, ridu...

Per aumentare le opportunità di connessione all’interno della sua community, anche quest’anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.
FBM partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni FBM porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell’adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l’efficientamento energetico e il comfort degli edifici?

Oggi il migliore sistema costruttivo è costituito da blocchi portanti e da tamponamento di grande formato, capaci per la loro forma di migliorare la struttura e la resistenza sismica del muro. Abbiamo anche riscoperto e sviluppato la tecnica della Muratura Confinata che abbiamo visto essere attualmente il miglior modo per resistere al sisma e minimizzare i danni ad esso conseguenti. Sempre insieme all’Università e su iniziativa dell’Ing. Utilio Nasini – scomparso recentemente – a cui va il mio affettuoso ricordo, abbiamo sviluppato un solaio bidirezionale in laterizio, che in abbinamento alla muratura confinata, rende le abitazioni estremamente sicure.

In FBM abbiamo sempre cercato di fornire soluzioni che avessero come priorità la sicurezza e la durata nel tempo del costruito, per minimizzare i costi di manutenzione necessari per tenere l’abitazione in perfetta efficienza.

Voglio sollecitare in questa sede un pensiero al modo di costruire attuale: i cappotti sono un modo per efficientare energeticamente delle costruzioni preesistenti, realizzate in passato, ma non possono essere certo la soluzione da adottare oggi per una moderna e nuova realizzazione abitativa. Negli ultimi vent’anni abbiamo costruito delle bombe ecologiche piene di materiali plastici dalla durata estremamente limitata nel tempo che imporranno notevoli finanze per manutenzione e smaltimento.

A questo scopo entro l’estate lanceremo un prodotto innovativo: gli ECOFULLBLOCK, blocchi in laterizio di grandi dimensioni riempiti di un materiale isolante di origine naturale completamente ecocompatibile e riciclabile, per un abitare della migliore qualità.

Quanto è importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?

La connessione con il territorio è fondamentale per l’esistenza della nostra Società; infatti, gli investimenti produttivi nel nostro settore prevedono lunghi periodi di ammortamento, le cave hanno bisogno di tempo per concessione ed utilizzo, quindi per FBM è fondamentale avere fiducia nelle istituzioni locali, così come per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti è essenziale poter collaborare con le Università ed i centri di ricerca locali.

Graziano Santilli, Novatest Srl

Graziano Santilli, Novatest Srl

Conoscenza, diagnosi e monitoraggio rappresentano oggi passaggi fondamentali per comprendere il comportamento delle strutture e supportare decisioni progettuali più consapevoli. Sistemi avanzati di controllo continuo consentono di raccogliere dati nel tempo, migliorando la gestione degli edifici ...

Per aumentare le opportunità di connessione all’interno della sua community, anche quest’anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.
NOVATEST partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni NOVATEST porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell’adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l’efficientamento energetico e il comfort degli edifici?

Le soluzioni oggi proposte da Novatest Srl si collocano soprattutto nella fase di conoscenza, diagnosi, monitoraggio e controllo delle strutture. Non si tratta quindi di tecnologie “interventistiche” dirette (come rinforzi o materiali), ma di strumenti e sistemi che guidano e ottimizzano le decisioni progettuali e la gestione dell’edificio nel tempo.

Quanto è importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?

Per una realtà come Novatest Srl, la connessione con il territorio è un elemento strategico, non solo identitario ma anche operativo. Il valore delle sue soluzioni, infatti, nasce proprio dalla capacità di adattarsi ai contesti locali—soprattutto in un Paese come l’Italia, caratterizzato da elevata vulnerabilità sismica e un patrimonio edilizio storico molto diffuso.

Ci racconti qualche progetto/intervento/case history particolarmente interessante che avete realizzato sul territorio umbro…

Nell’ambito dei lavori di adeguamento funzionale del teatro Comunale Giuseppe Verdi di Terni siamo stati incaricati di monitorare gli edifici adiacenti al teatro attraverso l’Istallazione di un sistema di monitoraggio strutturali continuo wireless composto da inclinometri biassiali da parete e fessurimetri che sono stati distribuiti secondo uno schema prestabilito.
Per ogni postazione sono stati previsti 2 inclinometri a diversa altezza da terra per monitorare in maniera esaustiva l’eventuale inclinazione delle pareti oggetto di controllo per un totale di 22 inclinometri in 11 differenti postazioni. Inoltre sono stati posizionati n.8 fessurimetri posti a controllo di quadri fessurativi presenti in alcuni fabbricati.
Il sistema di monitoraggio rimarrà attivo per tutta la durata delle lavorazioni (circa 430 giorni).
Tutti i sensori verranno associati ad un datalogger che esegue campionamenti temporizzati posizionato in prossimità del Teatro. I sensori dono dotati di sonda di temperatura interna per consentire di rapportare le misurazioni ottenute alle condizioni ambientali. I dati sono visibili su cloud accessibile con password, dove si possono impostare gli allarmi.

Luciano Di Paolo, G&P INTECH

Luciano Di Paolo, G&P INTECH

Un approccio integrato alla riqualificazione del costruito consente oggi di intervenire in modo coordinato su sicurezza strutturale, durabilità, efficienza energetica e comfort. Tecnologie avanzate e sistemi complementari permettono di migliorare le prestazioni degli edifici in modo sostenibile, ...

Per aumentare le opportunità di connessione all’interno della sua community, anche quest’anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.
G&P INTECH partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni G&P INTECH porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell’adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l’efficientamento energetico e il comfort degli edifici?

G&P Intech propone un sistema integrato di tecnologie avanzate per la sicurezza, la durabilità e la riqualificazione del costruito, sviluppato in oltre 35 anni di esperienza nel settore.

L’offerta si struttura attraverso quattro Business Unit specialistiche:

SAFE BUILDING: soluzioni per il consolidamento strutturale e l’adeguamento sismico (FRP, FRCM, CRM, FRC, SRG, isolamento e dissipazione sismica, protezione del calcestruzzo);

WATER GUARD: sistemi avanzati di impermeabilizzazione e gestione delle acque nelle strutture interrate;

ENERGY BALANCE: tecnologie per l’efficientamento energetico, il risanamento murario e il comfort indoor, compatibili anche con edifici storici;

FLOOR SYSTEM: rivestimenti e protezioni per pavimentazioni industriali e infrastrutturali.

Questo approccio consente di intervenire in modo coordinato sulle prestazioni dell’edificio, migliorando sicurezza strutturale, durabilità, efficienza energetica e comfort, con soluzioni certificate, sostenibili e a basso impatto, supportate da strumenti digitali avanzati come la piattaforma HANK.

Quanto è importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?

La connessione con il territorio rappresenta un elemento strategico per G&P Intech.

Operare in ambito di ricostruzione e consolidamento strutturale significa confrontarsi direttamente con le specificità locali: caratteristiche del costruito, vulnerabilità sismica, vincoli storico-architettonici e esigenze delle comunità.

Per questo motivo, G&P Intech sviluppa relazioni costanti con professionisti (ingegneri, architetti, geometri, geologi), imprese di costruzione, enti pubblici e istituzioni locali, università e centri di ricerca.

La partecipazione a eventi come i SAIE Lab rappresenta un’opportunità concreta per trasferire competenze, condividere esperienze applicative e promuovere una cultura della prevenzione e della sicurezza.

In territori come l’Umbria, fortemente segnati da eventi sismici, questo dialogo diventa ancora più rilevante per favorire interventi consapevoli, efficaci e sostenibili.

Ci racconti qualche progetto/intervento/case history particolarmente interessante che avete realizzato sul territorio umbro…

Un intervento rappresentativo sul territorio umbro è quello sulla Villa dei Conti Campello a Campello sul Clitunno (PG), edificio storico di elevato valore architettonico.

L’intervento ha previsto il miglioramento sismico delle murature attraverso tecnologie non invasive, compatibili e a basso impatto:

  • sistemi SRG per la realizzazione di fasciature di piano, migliorando il collegamento tra pareti e il comportamento scatolare dell’edificio;
  • intonaco armato CRM con reti in GFRP e malte a base calce, per incrementare la resistenza a taglio e a flessione delle murature;
  • utilizzo di connettori strutturali per garantire l’efficace collaborazione tra rinforzo e supporto esistente.

L’intervento ha consentito di incrementare le prestazioni strutturali mantenendo la compatibilità con i materiali storici e il rispetto dei vincoli architettonici, rappresentando un esempio concreto di integrazione tra tecnologia e conservazione.

Michele Menichetti, CVR

Michele Menichetti, CVR

Nel restauro e nel consolidamento strutturale, il vero equilibrio è tra prestazioni meccaniche e compatibilità con i materiali esistenti. Soluzioni innovative a base di calce, ispirate alla tradizione e sviluppate attraverso la ricerca, permettono oggi di intervenire in modo efficace, sostenibile...

Per aumentare le opportunità di connessione all’interno della sua community, anche quest’anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.
CVR partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni CVR porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell’adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l’efficientamento energetico e il comfort degli edifici?

Il settore del consolidamento e rinforzo strutturale è abbastanza ampio e articolato, per questo abbiamo appositamente organizzato le nostre soluzioni in uno specifico catalogo dedicato, che prende il nome di CVR Restructure System, il quale comprende varie soluzioni tra cui i sistemi NETFIX CRM, per la realizzazione di intonaci armati con la tecnica del CRM (Composite Reinforced Mortar) e il SISTEMA NETFIX STEEL MATRIX specifico per la realizzazione di ristilature armate su murature a facciavista. La nostra proposta include anche un’ampia gamma di malte, formulate con diverse tecnologie di leganti per adattarsi a ogni cantiere, dal restauro architettonico alla bioedilizia. Nello specifico, quando si trattano interventi di consolidamento strutturale di opere ad elevato valore storico monumentale, la scelta dei materiali diventa un tema molto complesso, poiché nascono sistematicamente conflitti tra le esigenze di “prestazione” e quelle di “compatibilità”. Da un lato, i principi del restauro impongono l’uso di materiali compatibili con quelli esistenti; dall’altro, il consolidamento strutturale richiede spesso l’impiego di materiali ad elevate prestazioni meccaniche, che normalmente risultano poco compatibili con i materiali esistenti. Da qui nasce Kalcyca, un legante innovativo sviluppato dal nostro reparto R&D dopo un’intensa attività di ricerca. Kalcyca consente di ottenere prestazioni meccaniche paragonabili a quelle delle malte cementizie, ma senza utilizzare cemento. La sua tecnologia si ispira alla tradizione costruttiva dell’antica Roma, basata sulla sinergia tra calce e pozzolana. Con Kalcyca, abbiamo evoluto questo principio: anziché usare pozzolana naturale, impieghiamo i suoi stessi principi attivi come materia prima purissima, opportunamente dosati e calibrati, combinati con calce selezionata, superando i limiti della pozzolana naturale e massimizzando le performance del prodotto. Il legante Kalcyca è stato brevettato ed oltre ad essere disponibile tal quale per il confezionamento in cantiere di malte e intonaci, la sua tecnologia è stata impiegata per dare alla luce una gamma di prodotti specifici per il restauro architettonico ma anche per la Bioedilizia.

Quanto è importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?

Per quanto riguarda il territorio CVR mette la responsabilità sociale e territoriale come elemento fondamentale del suo operato. A questo proposito abbiamo intensificato la collaborazione con Università, enti e comunità locali, promuovendo iniziative per preservare il patrimonio culturale e sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio. Altro punto per noi fondamentale e che testimonia la nostra responsabilità e cura verso il territorio dove operiamo sono le persone. Queste restano il cuore della nostra organizzazione. Stiamo mettendo in campo risorse economiche e valore umano nella formazione e nello sviluppo del personale, creando un ambiente di lavoro inclusivo, stimolante e attento alle necessità individuali.

Ci racconti qualche progetto/intervento/case history particolarmente interessante che avete realizzato sul territorio umbro…

Con Kalcyca abbiamo potuto fornire una soluzione specifica per il recente intervento di restauro delle mura urbiche della città di Narni, per il quale era prevista la ristilatura dei giunti con una malta a base di calce, totalmente esente da cemento, con elevate prestazioni meccaniche e per di più realizzata in cantiere con l’utilizzo di inerti locali.

Oltre al legante Kalcyca, che ha trovato la piena approvazione da parte della DL e della Soprintendenza, abbiamo fornito supporto tecnico per la messa a punto del mix design della malta, fino alla validazione del prodotto finito con specifiche prove di laboratorio. La malta, confezionata in cantiere con il legante Kalcyca e l’inerte locale, ha dato prestazioni meccaniche pienamente soddisfacenti, con valori di resistenza a compressione a 28 giorni prossimi ai 10 MPa.

Niccolò Zelandi, ISOLCORE

Niccolò Zelandi, ISOLCORE

Isolamenti ad alte prestazioni con spessori estremamente ridotti rappresentano oggi una soluzione strategica per gli interventi di riqualificazione e ristrutturazione. Tecnologie avanzate come i pannelli sottovuoto consentono di ottenere elevate performance termiche minimizzando l’ingombro, perme...

Per aumentare le opportunità di connessione all’interno della sua community, anche quest’anno SAIE organizza i SAIE Lab, eventi sul territorio di avvicinamento alla fiera.
ISOLCORE partecipa al focus di Perugia dedicato a ricostruzione, restauro, sismica ed efficientamento: quali soluzioni ISOLCORE porta oggi nei settori della ricostruzione, del restauro e dell’adeguamento sismico, e in che modo queste contribuiscono a migliorare la sicurezza, il monitoraggio, l’efficientamento energetico e il comfort degli edifici?

ISOLCORE vanta l’isolamento più sottile e performante al mondo, il pannello sottovuoto CZ. Questo straordinario isolante è utilizzato principalmente proprio nelle ristrutturazioni/riqualificazioni energetiche perché permette di rispettare i sempre più stringenti parametri di coibentazione richiesti anche dall’ENEA per beneficiare dei maggiori sgravi fiscali, in soli 1-3 cm di spessore. In questo modo sia su edifici vincolati o semplicemente per chi richiedere interventi non invasivi o non vuole perdere cm preziosi all’interno delle proprie abitazioni permettiamo di avere il massimo dell’isolamento termico con un materiale ecosostenibile ed incombustibile.

Quanto è importante per la vostra azienda la connessione con il territorio?

ISOLCORE è molto presente sul territorio grazie ai nostri tecnici-commerciali che tutti i giorni si relazionano con tecnici, imprese e rivenditori di materiale edile. Essere presenti permette di ascoltare in maniera attiva le esigenze del territorio e fornire soluzioni concrete per ogni singolo specifico progetto.

Ci racconti qualche progetto/intervento/case history particolarmente interessante che avete realizzato sul territorio umbro…

Con il pannello sottovuoto ISOLCORE-CZ è stato realizzato l’isolamento termico delle pareti della storica RSA di Fonte Nuovo. Anche in questo progetto lo studio tecnico aveva l’esigenza di avere un ottimo isolamento termico ma con il minimo ingombro. Alcune pareti sono state fatte esternamente mentre il grosso dell’intervento è stato fatto dall’interno.
La posa del pannello CZ spessore 1 cm pari a 20 cm di lana di roccia o 17 cm di EPS è stato posato all’esterno dietro ad una controparete in gessofibra con un imgombro dell’intero sistema di soli 3,5 cm così da rimanere all’interno dello spessore di alcuni fregi e dettagli architettonici che contraddistinguono la facciata dell’edificio; all’interno invece il pannello CZ è stato posato dietro ad una tradizionale controparete in cartongesso, qui l’ingombro dell’intero sistema è stato di soli 3,2 cm.

La parola dei Relatori Tecnici

ISI Ingegneria Sismica Italiana

Stefano Agnetti
L’integrazione tra tecniche di consolidamento tradizionali e sistemi compositi innovativi (come ad esempio FRP, FRCM, CRM) rappresenta l’attuale frontiera del restauro strutturale…

Le metodologie classiche, come ad esempio le iniezioni di miscele leganti, agiscono sulla coesione del nucleo murario contrastandone la disgregazione, mentre i materiali fibrorinforzati conferiscono resistenza a trazione e duttilità alle strutture – entrambi aumentando la durabilità del bene storico. Questa sinergia garantisce un miglioramento sismico efficace: l’impiego di matrici inorganiche assicura traspirabilità e compatibilità chimico-fisica con i supporti storici. L’approccio risulta così prestazionalmente coerente con i principi di reversibilità e minima invasività, rispettando i criteri di conservazione e assicurando la durabilità del patrimonio architettonico nell’ottica della sostenibilità

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